La storia - Scuola Infanzia Brogliano

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1.1      Cenni storici della Scuola
Siamo nel 1943, il paese di Brogliano vive nel pieno di una guerra, molti papà sono lontani dalla famiglia e le mamme sono al lavoro; i bambini sono abbandonati a se stessi o alla custodia delle nonne; nasce l’esigenza di creare un luogo dove i piccoli siano accuditi durante la giornata.
Il parroco Don Carlo Maddalena( 1933/1957) si fa carico della necessità e acquista un’abitazione che il comune mette in vendita, intuendo la possibilità di realizzare una scuola materna gestita dalle suore della Divina Volontà di Bassano. Le suore arrivano nella parrocchia in tre/quattro nell’anno 1943 e ci resteranno fino al 1992.
Nel tempo si sente il bisogno di un’altra sistemazione perché lo stabile è piccolo rispetto all’utenza; l’occasione si presenta con la morte prematura dell’ ingegnere Facchin, proprietario della “Villa Facchin” sita in via Borgolocco.
La villa viene messa in vendita e il parroco, don Carlo, sostenuto dalla popolazione l’acquista perché diventi la nuova sede della scuola materna; va ricordato che questo è stato possibile grazie alla generosità di un parrocchiano, proprietario di una filanda, il quale anticipò la somma per tale acquisto.
La scuola materna subisce negli anni varie modifiche e ampliamenti grazie al continuo sostegno dei vari presidenti e comitati di amministrazione.
Nel 1992 le suore lasciano la parrocchia, per mancanza di vocazioni,  da allora il personale scolastico è laico.
1.2      Analisi socio-ambientale
Brogliano sorge in una posizione privilegiata, immerso nel verde di una natura incontaminata, fra il fondovalle ed il dolce declivio collinare. II clima mite, il terreno fertile e la ricchezza delle acque hanno favorito l'agricoltura, ancora oggi molto praticata: voci importanti nell'economia locale sono l'allevamento zootecnico, la coltivazione di foraggio e cereali, della vite e degli alberi da frutta.
Lo sviluppo artigianale risale al secondo Dopoguerra, ma non ha atteso alla sua massima intensità, dal momento che gran parte della popolazione è occupata nelle industrie dei comuni maggiori della Valle dell'Agno.
Un forte incremento demografico si è verificato sicuramente negli ultimi vent’anni, in maniera atipica rispetto agli altri centri della Valle dell’Agno.
Negli anni 2003-2008 l’incremento della popolazione raggiunse il suo apice:  sono arrivate in numero rilevante famiglie, in buona misura giovani coppie, dai paesi limitrofi, data soprattutto dalla maggiore disponibilità di aree abitative presenti a Brogliano, paese posto dove la valle si allarga considerevolmente e che negli ultimi decenni ha avuto un forte sviluppo edilizio.  Il tasso di immigrazione straniera ha avuto andamenti analoghi a quelli degli altri paesi della valle, nello specifico si nota che sul totale degli immigrati quelli provenienti da paesi stranieri è inferiore alla quota di immigrati italiani.

2.    IDENTITA’ PEDAGOGICO-CULTURALE
2.1     I principi fondanti
Ogni bambino è una persona, un soggetto unico, originale e irripetibile che porta con sé pensieri, idee, emozioni e interessi diversi ed entra nella scuola dell' Infanzia con un proprio personale bagaglio di competenze, esperienze, vissuti e bisogni.
"Non esiste educazione senza partecipazione del bambino", per sapere come dovremmo fare, dobbiamo rivolgerci a degli esperti e gli esperti in questo caso...sono i bambini" Janusz Korczak.
Il bambino, portatore di risorse e bisogni propri,  è in questo senso il protagonista di un' esperienza di crescita che l' adulto è chiamato a favorire e sostenere.
La scuola dell' infanzia intende essere quindi contesto di crescita e di educazione basato sullo sviluppo di relazioni e apprendimenti che hanno luoghi e tempi pensati, proposti e organizzati nel rispetto delle capacità, delle differenze e dell' identità di ciascuno.
In quest' ottica, diventa prioritario considerare il bambino come vero artefice della conoscenza promuovendo l' apprendimento come scoperta e non come ricezione passiva, nell' intento primario di ex-ducere ossia far emergere, portare alla luce, trarre fuori quello che già è presente ed è maturato nel bambino. E' inoltre fondamentale partire dalla motivazione e dal suo interesse,  valorizzandone i modi di espressione e comunicazione utilizzando tutti i suoi linguaggi.

La scuola dell' infanzia si propone inoltre come contesto di relazione, di cura e infine di apprendimento; Martin Buber afferma "all' inizio è la relazione e la relazione è reciprocità" e per questo cerchiamo di favorirla sia tra pari che con gli adulti. Se ogni azione educativa infatti non avviene in un contesto di relazioni che il bambino percepisce come accogliente e significativa per sé stesso, non avverrà quel processo di maturazione sociale e cognitiva che la scuola si pone come obiettivo.

Tenendo conto di tutti questi fondamentali aspetti la scuola dell' infanzia progetta percorsi educativi e didattici nei diversi campi d' esperienza (con questo termine si indicano i diversi ambiti del fare e dell' agire del bambino nei quali sviluppa il suo apprendimento e persegue i suoi traguardi formativi), ponendo attenzione all' originalità di ogni bambino senza soffocarla; favorendo e intendendo il gioco come risorsa privilegiata di apprendimenti e relazioni, ossia come il suo modo specifico di rapportarsi alla realtà; esercitando l' esplorazione e la ricerca, a partire dalle originarie curiosità del bambino e il suo fare esperienza

3.2    Identità di ispirazione cristiana

Questa scuola dell' infanzia è un' Istituzione Educativa di ispirazione Cristiana, pertanto pone come punto di riferimento del suo essere e del suo agire i valori proposti e diffusi dal Vangelo; tramite questi la centralità della persona costituisce il perno ispiratore dell' azione educativa, nel rispetto e nella tutela dell' integrità del soggetto educante, concepita nell' insieme delle sue necessità e di tutto il suo potenziale. Pertanto l' offerta formativa, tratteggiata nelle linee di un progetto condiviso e compartecipato, mira a promuovere la formazione di uno sviluppo armonico e integrale della persona, nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali.

In tutti i momenti della giornata e in tutte le dimensioni educative il criterio di fondo delle scelte sono i valori cristiani della vita, dell' amore, dell' accoglienza, dell' uguaglianza, del rispetto, del perdono, della gioia , della gratitudine favorendo la maturazione dell' identità umana e cristiana e l' autonomia conferendo significato ad azioni e comportamenti.

I contenuti e la proposta educativa nel suo complesso, saranno presentati in modo diverso ed originale in quanto collocati in un orizzonte di valori cristiani e quindi in una proposta valoriale diversa ed originale. In definitiva, l' originalità della scuola dell' infanzia di ispirazione cristiana non sta tanto nell' aggiungere qualche contenuto o esperienza particolare rispetto ad altre scuole dell' infanzia, quanto nel presentare i contenuti educativi muovendosi all' interno di una visione cristiana della vita, della persona e della realtà.

L' educazione religiosa infine, costituisce parte integrante del progetto educativo della scuola; essa è volta ad aiutare i bambini a comprendere i significati profondi della fede cristiana

ed è intesa come risposta agli interrogativi sul senso della vita e come scoperta dell' amore di Dio Padre negli avvenimenti quotidiani. Sarà cura delle insegnanti introdurre i valori con una particolare attenzione in modo che le differenze non costituiscano motivo di discriminazione ma di arricchimento reciproco poichè la diversità, come dimensione esistenziale cristiana, amplia gli orizzonti.
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